Reumatologia: quando ne abbiamo bisogno

La reumatologia riguarda il trattamento di patologie infiammatorie ai danni dei tessuti connettivi e dell'apparato muscolo-osteo-articolare. Tali malattie sono talvolta difficili da individuare e sono spesso sottovalutate dal paziente, che tende a considerare semplici dolori muscolari o articolari segnali di allarme di una patologia più importante. Se individuate tempestivamente, queste possono essere gestite con efficacia e il paziente può trarre molto sollievo dai trattamenti e dalle cure indicate dal reumatologo, o addirittura riprendere le proprie normali attività in tempi relativamente brevi. Diversamente, tali malattie possono attaccare tessuti e organi vitali come il cuore, i reni o i polmoni. Per questo motivo è importante riconoscerne tempestivamente i sintomi, effettuare una diagnosi precoce ed instaurare, prima possibile, un corretto protocollo terapeutico.

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1Malattie reumatiche: quali sono i sintomi?

Le patologie reumatiche sono numerose e hanno diverse cause scatenanti. Sintomi come fastidi, disturbi, dolori e sensazioni che si provano in una determinata zona del corpo possono essere campanelli d’allarme di una patologia reumatica. Tali sintomi devono essere ben chiariti al proprio medico specialista perché questi sia in grado di effettuare una corretta diagnosi. I principali disturbi delle malattie reumatiche sono:

  • dolore nella zona colpita, che può essere lieve o acuto e si presenta come una “fitta” nel momento in cui si compie un movimento;
  • rigidità delle articolazioni, che rendono difficili i movimenti ampi;
  • stanchezza muscolare, talvolta così accentuata da impedire anche di sollevare oggetti leggeri;
  • formicolii, scosse elettriche, sensazioni dolorose e fastidiose a livello di pelle, muscoli, tendini.
2Quali sono le malattie reumatiche?

La Società Italiana Reumatologia individua le seguenti come le principali patologie reumatiche:

  • 1. Artrosi primarie o conseguenziali, ovvero i "reumatismi degli anziani" e sono di fatto malattie degenerative della cartilagine e delle ossa causate dalla progressiva diminuzione di produzione del collagen;
  • 2. Reumatismi extra-articolari, cioè le manifestazioni dolorose, e spesso degenerative, che colpiscono i tessuti molli che circondano ossa e articolazioni. Ne sono esempi le borsiti e le fibromialgie;
  • 3. Reumatismi dolorosi cronici, come cervicali, sciatalgie, lomboscialtagie, che possono insorgere in ogni fase dell’età e diventare croniche;
  • 4. Malattie ossee come l'osteoporosi, molto diffusa tra le donne;
  • 5. Artriti primarie, che colpiscono ossa, tendini e articolazioni e che non sono collegabili ad altre malattie. Si presentano spesso in giovane età e sono spesso croniche. Ne sono esempi l'artrite reumatoide, la spondilite anchilosante e l'artrite psoriasica, che attacca anche la pelle.
  • 6. Artriti virali, batteriche o micotiche, che interessano i tessuti connettivi e sono innescate da una patologia sostenuta da virus, batteri o funghi.
  • 7. Vasculiti e connettiviti, ovvero malattie autoimmuni, in cui l'organismo attacca i suoi stessi vasi sanguigni o i tessuti connettivi molli. È il caso del LES, Lupus Eritematoso Sistemico e della sclerosi sistemica.
  • 8. Reumatismi neurologici, cioè patologie a carico dei nervi come l'osteomielite e la sindrome di Raynaud. 9. Artropatie, provocate da un disordine metabolico a livello osseo, come nel caso della gotta, che colpisce tutte le articolazioni, in particolare le ginocchia e le dita.
  • 9. Neoplasie, ovvero tumori che possono insorgere a livello osseo, tendineo o articolare.
  • 10. Malattie generiche che provocano reumatologie, come tutte le manifestazioni reumatiche che sono stretta conseguenza di una patologia conclamata.
  • 11. Miscellanea, ovvero patologie estremamente rare, che attaccano ossa e articolazioni, ad esempio la sindrome di Parsonage-Turner, che interessa la spalla.
  • 12. Malattie reumatiche idiopatiche, cioè manifestazioni dolorose a carico di ossa, articolazioni o tessuti molli che non sono riconducibili a cause specifiche.
3Come si individua una malattia reumatica?

Il primo passo per individuare una malattia reumatica è il confronto con il proprio medico generico. Tale confronto, alla luce dei sintomi manifestati, consente al medico di indirizzare il paziente verso uno specialista che con un colloquio e una visita obiettiva è già in grado di stabilire se si è affetti da una patologia reumatica. Lo step successivo consiste nell’individuazione del disturbo specifico, che può essere svolta attraverso:

  • un’anamnesi approfondita che il paziente fornisce e che dovrà comprendere indicazioni precise su eventuali patologie già presenti in famiglia, disturbi, sintomi e sensazioni a livello dei tessuti connettivi, degli organi e delle articolazionifornita dal paziente, che dovrà essere in grado di dare indicazioni precise su eventuali casi di patologie reumatiche in famiglia, sintomi, sensazioni a livello dei tessuti connettivi;
  • l’analisi del sangue, nell’ambito della quale si effettuano controlli specifici su alcuni parametri come VES e proteina C reattiva per valutare un possibile stato infiammatorio e degli anticorpi specifici, che sono identificativi di reumatismi di causa autoimmune;
  • l'analisi del liquido sinoviale, durante il quale si preleva un campione di liquido cartilagineo, per analizzarlo;
  • radiografie o tac total body, per controllare lo stato generale dell'apparato scheletrico.
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