Ortopedia, la scienza che cura le ossa

In Italia tra le patologie più diffuse vi sono quelle legate alle ossa o comunque, in generale, all’apparato scheletrico. Se la dermatologia studia e cura le malattie della pelle (che rappresenta l’organo più diffuso nell’organismo umano), le ossa occupano un’altissima percentuale nella conformazione fisica dei soggetti, con un grande apparato locomotore che lega e unisce organi, vasi ed altri tessuti fondamentali.

In particolare, è opportuno rivolgersi ad un poliambulatorio specializzato in prestazioni ortopediche quando sopraggiunge la difficoltà a salire le scale o ad alzare un peso di quantità non considerevole; lividure, dolore e gonfiore in prossimità di articolazioni; febbre e arrossamento di aree che interessano le articolazioni; particolare deformità di un arto; difficoltà a stare dritti con la schiena oppure dolori che permangono oltre le quarantotto/settantadue ore.

Dott. Vincenzo Macrì

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    1Di cosa si occupa l'ortopedico?

    Rivolgersi ad un centro specializzato in prestazioni ortopediche significa sottoporsi a medici esperti specializzati in grado di diagnosticare, mediante delle procedure veloci e non invasive, problemi legati al sistema scheletrico (e muscolare ad esso collegato). Le ossa, come struttura portante del fisico umano, possono essere soggette a traumi, disfunzioni legate alle articolazioni, osteoporosi, problemi cronici o, nel peggiore dei casi, tumori.

    L’ortopedico, quindi, agisce su una componente articolata e complessa del nostro organismo da cui deriva la nostra postura, il corretto svolgimento di semplici movimenti ed il benessere generale della persona. L’azione ortopedica può consistere anche in un intervento chirurgico, soprattutto quando si renda necessario l’inserimento di protesi o di altri supporti. Va da sé che l’azione ortopedica può essere concepita per livelli: dalla somministrazione di farmaci e terapie adatte alle ossa e/o articolazioni, fino all’azione chirurgica quando alcune problematiche lo richiedono necessariamente.

    In corrispondenza zona dell’organismo interessata dalla presenza di arti o articolazioni potrebbero sorgere diversi problemi. Anzitutto slogature, fratture, scoliosi o generici mal di schiena, ma anche problemi all’anca con l’artrosi; alla mano con la sindrome del tunnel carpale; al piede con l’alluce valgo. Quelli più evidenti e fastidiosi sono legati al ginocchio con il legamento crociato anteriore, artrosi, lesioni alle cartilagini o al menisco. Le sindromi che più interessano la spalla sono legate alle lesioni della cuffia dei rotatori, l’instabilità dell’arto, lussazione, artrosi e la sindrome da conflitto sotto-acromiale.

    2Infiltrazioni di cortisone alle ossa, quando servono?

    Alcune patologie articolari potrebbero richiedere l’utilizzo di cortisone mediante delle iniezioni dirette alla zona interessata da problema e che deve essere trattata. Nella fase di trattamento conservativo dell’articolazione, soprattutto in caso di infiammazione, il cortisone serve per curare da artrite psoriasica o reumatoide. Queste iniezioni sono utili quando è riscontrata una artrite gottosa oppure in fase di acutizzazione della patologia stessa.

    Inoltre i farmaci cortisonici possono curare anche borsiti e tendiniti mediante il medesimo trattamento. Il tipo di cortisone che l’ortopedico sceglierà è relativo al tipo di patologia di cui il paziente è affetto: quelli ad insorgenza lenta sono indicati per patologie croniche in quanto la loro azione curativa permane per più tempo; quelli ad azione rapida sono di durata inferiore ma assicurano un effetto immediato soprattutto per patologie acute.

    Questo farmaco è formidabile per alleviare il dolore in nella fase di maggiore forza della patologia in cui il dolore si presenta al paziente in maniera preponderante e, quindi, anche la somministrazione di questa sostanza varia in funzione del tipo di gravità della malattia. Una infiltrazione settimanale (massimo per 3 – 4 volte) è il percorso terapeutico standard scelto nella maggior parte dei casi. La soglia di infiltrazioni va assolutamente controllata per non incorrere in effetti collaterali. Tra quelli più diffusi vi è l’indebolimento dei tendini, delle ossa e di altre strutture.

    3Che rapporto c'è tra Ortopedia e Traumatologia

    Molto spesso sentiamo parlare di traumatologia in funzione dell’ortopedia. Questa disciplina medica studia i traumi e le lesioni provocate da eventi che superano il livello di resistenza dei tessuti. Quando questi eventi si presentano in maniera particolarmente violenta potrebbero essere compromesse le condizioni generali dell’organismo. I sintomi dei traumi dei tessuti si presentano conseguentemente alla natura dell’evento che lo genera, in particolare: lesioni da acido, da proiettili, da congelazioni o ustioni da fuoco, da lame o corpi contundenti, da emorragia, infezioni o da lesioni indotte come lacerazioni, trauma cranici o contusioni.

    Per coloro che riescono a guarire da un trauma cranico con relativa perdita di coscienza, il processo terapeutico deve richiedere inevitabilmente uno screening totale dell’organismo in quanto i danni che il trauma provoca possono interessare anche altre zone vitali. In tutti questi casi, ad agire in un contesto assolutamente differente dell’ortopedia è il traumatologo che interviene con esami specifici a corredo di una analisi volta alla comprensione dell’evoluzione del danno provocato dall’evento violento: risonanza magnetica, radio ed ecografia. Non sempre ci si trova dinanzi ad un evento particolarmente grave e urgente: il traumatologo è quindi preposto all’analisi dell’entità del danno con la prescrizione della relativa terapia volta al ripristino della realtà situazionale dei tessuti compromessi.

    4Patologie ortopediche, come scoprirle?

    Alcuni segni evidenti come l’obesità, insieme ad altri fattori di rischio per il benessere generale della persona, comportano una conseguenziale probabilità di incorrere in patologie legate alla struttura scheletrica o agli organi ad essa collegati. Quando si è coscienti del proprio status fisico e sopraggiungono dolori alle articolazioni, versamenti articolari, lordosi o cifosi, stanchezza e particolari forme di tumefazioni, allora è opportuno recarsi con urgenza da un esperto ortopedico per sottoporsi ad una terapia adatta. Prima ancora, però, è necessario intervenire su alcuni aspetti fondamentali che riguardano lo stile di vita del soggetto che è affetto da tali patologie ortopediche. Dimagrire, essere in forma e ricorrere a terapia riabilitative e fisioterapiche è un ottimo modo per recuperare salute salvaguardando la struttura portante del nostro organismo, responsabile del nostro benessere quotidiano.

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